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Avvocati, Medici, Psicologi, Ingegneri, Biologi, Architetti: cosa hanno in comune tutte queste professioni altamente qualificate oggi in Italia, ma forse in Europa? Un unico denominatore che si chiama “DISOCCUPAZIONE”! Il “made in Italy” non e’ fatto solo di ottime scarpe, abiti firmati, Ferrari o pizza, spaghetti e mandolino. Questo nobile paese, ‘di Santi, Poeti e Navigatori”, oggi e’ fatto anche di tanti laureati tristemente “disoccupati”.
Leggendo gli organi stampa, ascoltando i telegiornali, partecipando ai discorsi della gente si parla della “grande crisi economica” che partendo dagli USA e’ arrivata in Europa ed in Itali di conseguenza. Alla famosa “crisi economica del sistema finanziario americano” ormai si attribuisce la causa principale di questo “esubero di menti italiane” che, per ironia della sorte, sono costrette ad emigrare laddove e’ nata la crisi per aver diritto ad un giusto riconoscimento professionale ed accademico. Non sono pochi infatti i cervelli che “fuggono” all’estero in questo periodo, disposti a lasciare tutto per un posto di lavoro. Ma non si tratta di un’emigrazione come quella avvenuta negli anni 50’, dove si partiva per uscire da una situazione di estrema indigenza e poverta’, sognando di fare il “grande passo”. Infatti nonostante la “famigerata crisi economica” l’Italia e’ considerata tuttora uno dei paesi piu’ ricchi in cui vivere: cofondatore con la Francia , Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi prima della Comunita’ e poi dell’Unione Europea, fa parte del G8 e ha un ruolo di primaria importanza nella gestione dei conflitti nelle missioni di pace a livello internazionale. Ed e’ cosi che un giovane ingegnere italiano ,vincitore di una borsa di studio per un corso di perfezionamento a Montreal e voglioso di stabilizzarsi li’, si sente chiedere da un collega canadese : “ma perche’ vuoi restare qui? Sei Italiano…li si che si vive bene!” Certo che si vive bene, ma quando hai un lavoro dignitoso, se sei fortunato nel tuo settore di studi, che ti consenta di vivere in modo autonomo e responsabile , di crearti una famiglia e magari di andare anche all’estero, ma in vacanza! Ed ecco che spunta proprio l’articolo 1 della Costituzione Italiana che afferma senza ombra di dubbio che “l’Italia e’ una Repubblica fondata sul lavoro” e allora io mi chiedo, venendo meno quest’ultimo, su cosa di fonderebbe la nostra Repubblica??? Gli americani, sempre con un passo nel futuro, nella loro Costituzione hanno enfatizzato invece il “diritto alla felicita”, a noi nemmeno questo sembra esserci consentito! Ovviamente dietro queste mie affermazioni molto “provocatorie” si nasconde la grande amarezza di chi, arrivata alla sogli dei 30 anni, con la sua bella laurea specialistica, i suoi molteplici master, dottorati e specializzazioni post- universitarie, si sente continuamente ripetere nei colloqui di lavoro quell’odioso “LE FAREMO SAPERE”! Ma cosa ci sara’ poi da sapere! Ormai dobbiamo giocare a carte scoperte e non possiamo piu’ negare l’evidenza di una realta’ che sembra uscita da un quadro di Salvator Dali’: Universita’ che spuntano come funghi, corsi di laurea che nascono e muoiono nel giro di un anno accademico, Psicologi, assunti in quanto tali, costretti a lavorare come operatori socio sanitari nelle cooperative sociali, rubando il lavoro a questi ultimi e generando una confusione ed una competizione tra varie figure professionali, dove non si sa piu’ “chi fa e cosa fa”, come il cane impazzito che si morde la coda! Architetti , Biologi , Insegnanti, che a 30 anni fanno ancora “i camerieri senza contratto” per arrivare alla fine del mese, senza nulla togliere alla dignita’ di questo come di qualsiasi lavoro ,mentre i loro sogni svaniscono pian piano nell’alcool e nelle droghe del sabato sera! Gentili lettori di Socialidarity, questo articolo volutamente “graffiante e crudo” non ha nessuna pretesa se non quella di stimolare la voglia di parlare e di condividere di chi si riconosce in queste parole e sente l’esigenza di denunciare con la propria esperienza personale quella che e’ una realta’ che accumuna migliaia di giovani e brillanti laureati italiani, che oggi vivono un grande momento di difficolta’ ad entrare nel mondo del lavoro o a mantenere una posizione lavorativa in linea con il proprio percorso di studi, con conseguenti vissuti di fallimento, depressione e sensi di colpa. Aspetto con molto interesse le vostre “storie” in proposito, scrivetemi sul forum e sarà mia personale cura rispondervi al più presto. Cordialmente, Dott. Gianluca Raffa