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Orientagiovani

CHE RELAZIONE C'E' FRA LAUREA ED OCCUPAZIONE?

Da una inchiesta condotta da esperti che misurano il mondo del lavoro e i destini degli studenti italiani è emerso che avere una laurea in tasca, nella maggior parte dei casi e nel tempo, se presa sgobbando con determinazione porta più su non solo nella scala sociale. Dalle ultime rilevazioni Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nell'arco della vita lavorativa i laureati hanno un tasso di occupazione di 10 punti superiori a quello dei diplomati e i guadagni crescono al crescere del grado di istruzione e che tra i 25 e i 65 anni di età la retribuzione di un laureato è più elevata del 55% rispetto a quella percepita da un diplomato.
E l'idraulico miliardario? Lo psicologo costretto a fare il commesso? Tutte e solo leggende metropolitane? Le statistiche misurano la media e spesso si fa fatica a farle coincidere con le nostre esperienze quotidiane: annebbiati o meravigliati dai casi singoli che incontriamo e che ci raccontano, perdiamo di vista il mercato del lavoro nel suo insieme, fatto di milioni di persone.

Ovvio che ci siano differenze da disciplina a disciplina, ma nei numeri i laureati se la cavano meglio. A un anno dalla laurea specialistica (dopo i 5 anni di istruzione superiore) i giovani arrancano, fatti salvi i professionisti della sanità, poi avviene il salto: dopo i 5 anni la quasi totalità dei giovani è piazzata. Cosa accade in quei 5 anni? La maggior parte, alcuni ciondolano in attesa di trovare un occupazione, ma la stragrande maggioranza continua a formarsi. La pervicacia a continuare la formazione (come anche imparare una lingua, andando all'estero), sembra essere una chiave di riuscita anche in questi anni di crisi. Il mantra resta sempre lo stesso: più ci si forma meglio è.

Fonte: AlmaLaurea – Bologna; Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo