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 socialidarity cambiare lavoro cambia la vita

 
 

VALENTINA, LA TANZANIA E... GLI ALTRI

Mi chiamo Valentina e per me è un momento di transizione in cui trovare qualcuno che comprenda che “tutto cambia” non è affatto semplice. Trovo veramente difficile far comprendere a chi mi circonda come, dopo l’Africa, la mia vita sia cambiata e sia ancora in fase di trasformazione... non è un cambio che si delimita ad un’area ben precisa della vita, ma cambia tutto, tutto quanto.

E’ cambiato il modo in cui percepisco le emozioni, è cambiato il rapporto che ho con l’ambiente, con gli esseri più indifesi, con la società che mi circonda, con i miei amici..E’ cambiato tutto e nonostante ciò non mi spaventi, anzi mi stimoli a reinventarmi, trovo ostico cercare di far comprendere questo cambio a chi mi è più vicino.
Trovo difficile far capire perché io stia vendendo tutti i capi d’abbigliamento più costosi e accessori vari su E Bay per racimolare quel che posso e tornare in Tanzania, trovo difficile spiegare ai miei “amici” perché non ho più voglia di vederli, perché non riesco più a trascorrere una sera intera con loro a parlare delle nozze di Kate e William o di come le griffe più quotate condotto l’ultima sfilata, trovo difficile spiegare perché piuttosto che sprecare pochi euro e comprare una cassa di acqua in bottiglie di plastica, io preferisca guidare per una decina di chilometri per prendere l’acqua dalla fonte del comune limitrofo in bottiglie di vetro. Trovo difficile spiegare perché non mi interessa più non entrare in una taglia 38, se uso i pochi soldi che ho in favore dei delfini che vengono sterminati in Giappone o per acquistare gessetti colorati per i “miei” bimbi in Tanzania...insomma...tutto è cambiato ed io finalmente mi sento libera di essere ciò che sono, prima ero solo ciò che possedevo.

Ho sempre avuto una predisposizione per gli altri ovviamente..pensa che ho cominciato a soffrire di gastrite a 6 anni ed i miei mi hanno dovuto proibire il telegiornale che guardavano sempre a cena perché quando vedevo qualcuno in difficoltà iniziavo dei pianti senza fine e mi appiccicavo a mò di medusa allo schermo credendo di poter confortare chi ci stava dentro... ma poi, una volta adulta, ho fatto la scelta più “comoda”, quella che mi dava più soldi e meno pensieri..ed ho ovviamente preso un abbaglio enorme perché ho soffocato quanto di più vero c’era in me.

Poco male, ho ritrovato la strada e so che non è troppo tardi per essere ciò che sono e fare ciò che voglio. Ho per fortuna un marito meraviglioso che mi appoggia e mi sostiene.per quanto io possa essere idealista, senza stipendio a fine mese non si mangia per cui se lui non mi sostenesse economicamente, ora non potrei studiare, fare volontariato ed un piccolo lavoretto part time che mi permette giusto giusto di pagare solo la rata del mutuo.

Comunque, sono fermamente convinta che volere significhi potere. Io ne sono l’esempio. Per una cresciuta in una famiglia di operai, in cui si viene sempre additati come “la poverina” (nel senso che  a confronto del fratello genietto mi è sempre stato fatto capire che “poverina” io semplicemente non “ci arrivavo”) beh, di strada credo di averne fatta parecchia.
Indovina un pò? Non solo ho girato il mondo e fatto i lavori che avevo sempre desiderato (l’assistente di volo e le navi da crociera incluse) ma ho pure scoperto dopo il primo anno negli Stati Uniti che imparavo le lingue con una facilità sorprendente! Quindi si può sempre imparare a credere in sé stessi, anche se fino al giorno prima ti hanno fatto sentire uno zero e soprattutto...non è mai troppo tardi per essere ciò che vuoi essere veramente.
Bisogna “solo” avere la forza di mettersi in gioco e smetterla di incolpare gli altri per la vita che si fa, noi siamo gli unici responsabili delle nostre scelte e delle nostre azioni. Noi siamo i responsabili di come usiamo il nostro tempo o della qualità delle nostre relazioni.
A presto.
Valentina