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| LA MIA ESPERIENZA IN BRASILE: BEM VINDOS A FOZ DO IGUACU ! |
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| Scritto da Claudia | |
| Giovedì 10 Novembre 2011 18:24 | |
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Eccomi qui..con un pò d´emozione a raccontare la mia esperienza in Brasile.... Parto piena di entusiasmo con in testa la famosa canzone “Brasil...um pais tropical, abençoado por deus e bonito por natureza” ...un paese tropicale, benedetto da Dio e naturalmente bello....ed è proprio cosi che me lo aspettavo..con l´arroganza di essere tra quelli che invece partivano per affrontare la propria esperienza di servizio civile all'estero senza aspettative e senza pregiudizi..e si che mi avevano avvisato che non sarebbe stato così semplice!!! E fu così che mi ritrovai a Foz do Iguaçu, confine tra Brasile, Argentina e Paraguay, città di circa 300.000 abitanti, famosa nel mondo per le sue meravigliose cascate, e tristemente nota, sfortunatamente, per essere tra le città più pericolose del Brasile. La città a prima vista mostra la vertiginosa crescita che attualmente sta caratterizzando tutto il Brasile: case, palazzi, negozi, supermercati, palestre. Sembra una città europea, qui l´influenza dell'immigrazione italiana e tedesca si fa riconoscere con forza. Ma questa è l´immagine turistica, quella che si mostra nelle agenzie a chi vuole prenotare un viaggio per vedere le cascate..quello che non appare è la divisione sociale..la differenza esistente tra il centro e la periferia, tra il ricco e il povero..quella differenza tra classi sociali che ancora affligge questo grande paese. Ed eccomi qui, nella comunità di Porto Meira, periferia della città, dove mi trovo a lavorare in un progetto sociale, che si occupa di bambini e adolescenti che non hanno avuto la fortuna di nascere nella parte “felice” della città, e che si trovano ad affrontare tutte le conseguenze del fatto. Ed eccomi a scoprire la parte de Brasile che non ha niente a che vedere con la canzone, che non sembra tropicale e dove ti scontri con il paradosso di un paese che cresce a ritmi vertiginosi ma convive con i soliti problemi. E parti entusiasta, e pensi che qui potrai sicuramente aiutare chi è stato meno fortunato di te, di essere preparata e, inconsapevolmente, ti aspetti riconoscenza per questo...senza capire che anche il tuo è un atteggiamento contraddittorio..esattamente come la città..perché dovrebbero avere bisogno del TUO aiuto? E sopratutto cosa ti da la convinzione che tu sia preparata x darlo? Ed è a questo punto che inizia la vera immersione..la comprensione del vero motivo per cui sei partita e l´unico modo di affrontare questa esperienza..sei tu.. in primis..quella che deve imparare. Claudia
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